La tua nascita è stata un successo. Anche quando nessuno sembrava accorgersene. 1a. parte

La nascita non è solo un evento.
È un’esperienza biologica totale.

Coinvolge il corpo, il sistema nervoso, la percezione del mondo, il senso di sicurezza, il modo in cui entriamo in relazione con la vita. Eppure, per molto tempo — e in parte ancora oggi — è stata trattata come un fatto tecnico, da gestire, controllare, velocizzare.Ma il corpo non dimentica.

Quando l’ambiente non è al servizio della vita

Ogni nascita avviene dentro un contesto.
E quel contesto fa la differenza. Un ambiente rispettoso, presente, competente, capace di ascolto,
sostiene la fisiologia, riduce lo stress, favorisce un imprinting di sicurezza. Ma quando questo non accade — quando ci sono fretta, protocolli rigidi, distacco emotivo, paura — il corpo registra.

Registra tensione.
Registra solitudine.
Registra interruzione.

Non è una questione ideologica. È una risposta biologica. E sì, molte delle difficoltà che vediamo poi nella vita — nel legame, nella fiducia, nella regolazione emotiva — possono avere radici anche lì. Non sempre.
Ma più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere.

Non è colpa, è adattamento

Qui è importante essere molto chiari. Non si tratta di colpa.
Né dei genitori, né degli operatori. Si tratta di adattamento.

Il corpo del neonato — e della madre — fa il meglio possibile con ciò che trova.
Sempre. Anche nelle condizioni più difficili, la vita cerca una via.
E spesso la trova. Per questo possiamo dire con forza:

La tua nascita è stata un successo.
Perché sei qui.

Ma il successo non cancella la memoria

Essere sopravvissuti non significa non aver registrato. Quelle esperienze restano nel corpo sotto forma di memorie implicite:
sensazioni, reazioni automatiche, schemi relazionali.

Possono manifestarsi come:

  • bisogno eccessivo di controllo
  • difficoltà a fidarsi
  • paura dell’abbandono
  • iperattivazione o chiusura

Non sono “problemi”.
Sono tracce di un adattamento intelligente e biologicho oltre che sistemico.

 

2 commenti su “La tua nascita è stata un successo. Anche quando nessuno sembrava accorgersene. 1a. parte”

  1. Ciao Anna mi rispecchio a tutte e quattro delle manifestazioni
    Tu sai un po’ la mia storia,,della culla non ho più saputo nulla malgrado io abbia inviato delle email ma ancora nulla.
    Quando farai il corso sui schemi delle nascite mi piacerebbe molto partecipare.
    Si tutti questi disagi ci sto lavorando e il mio subconscio si fa vedere la notte attraverso i sogni è un lavoro molto lungo ma me ne voglio liberare di queste emozioni negative che non mi appartengono e che da troppo tempo sono li

    1. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, è preziosa.
      Quello che descrivi è qualcosa che vedo spesso: quando alcune esperienze precoci non hanno trovato uno spazio per essere elaborate, il corpo e il subconscio continuano a portarle in superficie — anche attraverso i sogni.
      Non è qualcosa da cui “liberarsi” nel senso di eliminare. È qualcosa che chiede di essere visto, riconosciuto e accompagnato.
      Quelle emozioni non sono fuori posto. Hanno avuto una funzione, sono state parte di un adattamento.
      E il fatto che oggi emergano significa che dentro di te c’è abbastanza spazio per incontrarle. È un processo, e sì, può essere lungo. Ma non è un lavoro contro di te — è un lavoro a favore della tua integrazione.
      Più che mandarle via, il passaggio è poter restare in contatto con ciò che emerge, senza respingerlo, lavorando per esempio con le Costellazioni Familiari e/o con il Rebirthing.
      E da lì, piano piano, qualcosa cambia davvero.
      Quando aprirò il corso sugli schemi di nascita lo comunicherò, sarà uno spazio proprio per approfondire e lavorare su questi aspetti in modo guidato.

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